Cannabis sativa L.

  • Nome comune: Canapa comune
  • Famiglia: Cannabaceae
  • Tipo corologico: Avventizia
  • forma biologica: Terofita scaposa

Pianta erbacea annuale, sia monoica che dioica, dimorfica. Le foglie sono seghettate ed acuminate. Le infiorescenze sono ascellari staminate o pannocchie cimose terminali. Il frutto è un achenio ovoidale.

Cannabis sativa è soprattutto nota per gli effetti psicoattivi e terapeutici che caratterizzano i preparati derivanti dalla pianta (marijuana e hashish), dovuti alla presenza nell’intera pianta, ma soprattutto nelle infiorescenze femminili, del cannabinoide Δ-9-tetraidrocannabinolo (THC), mentre il cannabidiolo (CBD), anch’esso presente in concentrazioni elevate nella pianta, presenta esclusivamente promettenti proprietà terapeutiche.

Nello specifico, la pianta e i suoi estratti sono impiegati per scopi analgesici, di sedazione e rilassamento muscolare nel trattamento del dolore cronico associato a sclerosi multipla o lesioni del midollo spinale, come stimolante dell’appetito per il trattamento dell’anoressia e della perdita di peso in pazienti affetti da AIDS, come antiemetico per pazienti chemioterapici, radioterapici ed affetti da HIV, ma è altresì impiegato per la riduzione di spasmi facciali e del corpo in pazienti affetti dalla sindrome Gilles de Tourette e presenta un effetto ipotensivo nel glaucoma.

La canapa può essere considerata una delle più antiche piante coltivate dall’uomo. Già 8500 anni fa era ritenuta un esemplare di gran pregio dai cinesi. A Tebe, la canapa era l’ingrediente di focacce e bevande dalle proprietà narcotiche ed inebrianti. Quando fu introdotta in India, fu eletta a pianta sacra, prediletta da Shiva.

Infine, fu introdotta in Europa dalle truppe napoleoniche di ritorno dall’Egitto e dagli studiosi inglesi che l’avevano apprezzata in India. A Parigi nacque, addirittura, Le Club des Hachichins, tra i cui membri troviamo Baudelaire, Dumas e altri celebri scrittori francesi che furono ispirati dall’esperienza dell’assunzione dei preparati derivanti dalla Cannabis.

Effetti tossicologici: superata la dose psicotropa causa un’intensificazione delle ordinarie esperienze sensoriali e una sensazione di benessere. Effetti collaterali dovuti al sovradosaggio sono stati d’ansia, attacchi di panico, tachicardia e pressione sanguigna alterata.

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