Hyoscyamus niger L.

  • Nome comune: Giusquiamo nero
  • Famiglia: Solanaceae
  • Tipo corologico: Eurasiatica
  • forma biologica: Terofita scaposa-Emicriptofita bienne

 

Pianta annuale o biennale con fusto eretto e gracile nelle annuali e robusto nelle bienni. Foglie acuminate, villoso-vischiose. Fiori con corolla bianco-giallastra dotata di un reticolo di nervature porpora, con fondo del medesimo colore.

Il giusquiamo è noto principalmente per la sua tossicità, dovuta all’elevata concentrazione di alcaloidi tropanici (josciamina, scopolamina, atropina) contenuti nella pianta intera, ma maggiormente presenti nelle foglie. Tali alcaloidi conferiscono alla pianta proprietà narcotiche, sedative, allucinogene, analgesiche ed ipnotiche. È utilizzato, perciò, come antiasmatico per i suoi effetti broncodilatatori, come antidolorifico ed antispasmodico per il trattamento del morbo di Parkinson.

Conosciuto sin dai tempi degli antichi Egizi, è menzionato nel Papiro di Ebers, risalente al 1500 a.C.; è stato inoltre suggerito che anche nell’antica Grecia le sacerdotesse dell’oracolo di Delfi facessero le loro profezie inebriate dai fumi dei semi del giusquiamo. È stato successivamente impiegato come ingrediente per filtri e pozioni di stregoneria nel Medioevo ed il suo potere di indurre l’allucinazione del volo potrebbe aver contribuito al mito popolare della strega a cavallo del manico di scopa.

Effetti tossicologici: in eccesso provoca capogiro, secchezza delle fauci, tachicardia, allucinazioni e coma.

Letto 402 volte

Motore di ricerca

Giardino dei semplici