Fu una Rosa bracteata J.C. Wendl. la prima pianta messa a dimora nell’Orto Botanico di Viterbo, il 16 febbraio 1991, qualche giorno prima dell’inaugurazione ufficiale. Ancora oggi questa specie delimita il confine lungo la strada Bulicame, a nord dell’Orto.

La collezione delle rose ha rappresentato fin dall’inizio uno degli elementi più significativi dell’Orto Botanico, arrivando a comprendere oltre 200 esemplari appartenenti a differenti sezioni, ciascuna rappresentata da una o più specie botaniche e dai relativi ibridi. Con il passare degli anni, tuttavia, le particolari condizioni pedologiche dell’area hanno reso necessario un importante intervento di recupero e valorizzazione.

Da questa esigenza è nato il progetto “Rosa, Regina dei Fiori”, frutto della collaborazione tra l’Orto Botanico dell’Università della Tuscia, il Dipartimento DAFNE, il Roseto Comunale di Roma, il Vivaio Michelini di Viterbo e l’azienda Self Garden di Aprilia (Latina). Il progetto aveva l’obiettivo di realizzare un nuovo percorso dedicato all’evoluzione del genere Rosa, valorizzandone il grande patrimonio storico, culturale, scientifico ed estetico.

Nel 2023 il nuovo Roseto è stato completato e inaugurato. La collezione è stata concepita come un percorso cronologico ed evolutivo che accompagna il visitatore alla scoperta della storia della rosa: dalle specie botaniche spontanee, passando per i primi ibridi naturali e per quelli ottenuti dall’uomo nel corso dei secoli, fino ad arrivare alle più moderne cultivar, comprese alcune tra le recenti varietà premiate nei più importanti concorsi internazionali.

Il Roseto offre così un’esperienza immersiva tra forme, colori e profumi, permettendo di comprendere l’evoluzione di uno dei generi ornamentali più amati al mondo e di apprezzarne la straordinaria diversità botanica e varietale.

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