L’Orto Botanico è stato ufficialmente inaugurato alla presenza dell’On.le Prof. Antonio Ruberti, Ministro per l’Università e la Ricerca Scientifica e Tecnologica, il 24 marzo 1991 (ma la messa a dimora della prima pianta di Rosa bracteata risale a qualche giorno prima: il 16 febbraio 1991). Esso sorge a ovest di Viterbo, sul versante destro del fosso Urcionio, in prossimità della sorgente di acque termo-minerali del Bulicame. Il complesso si estende su una superficie di circa 15 ha ed è suddiviso nell’Orto Botanico (6 ha), situato nella parte più bassa e ospitale, e nel Parco del Bulicame (9 ha), che include la sorgente calda sulfurea.
L’intera area del Bulicame è situata nella Piana Viterbese ad una altitudine di circa 300 metri s.l.m. sulle ultime propaggini dei Monti Cimini (12° 08′ E; 42° 43′ N) ed è caratterizzata da una bassa collina tronco-conica, formata da deposizioni calcaree, alla sommità della quale si trova una sorgente di acqua calda sulfurea (“bulicante“). La zona è ricca di resti archeologici di epoca etrusca e romana. Alcuni storici ritengono che in questa zona fosse il Fano di Voltumna, il luogo sacro agli etruschi, presso il quale si riunivano annualmente i lucumoni delle città della confederazione; in epoche successive nell’area furono edificate importanti terme romane che Strabone descrive come rivali delle terme di Baia. A testimonianza dell’importanza e notorietà del luogo, il Bulicame fu citato ben tre volte da Dante nei Canti dell’Inferno: le prime due volte nel Canto XII quando si scende al Flagetonte, il fosso di sangue bollente dove sono condannati gli omicidi e una terza volta nel Canto XIV: “Quale dal Bulicame esce ruscello che parton poi tra lor le peccatrici.“.
Anche durante il periodo medioevale e fino alla fine del XIX secolo, l’area rivestì una grande importanza per l’economia della Città di Viterbo, era infatti destinata alla lavorazione della canapa, per la cui macerazione venivano utilizzati degli invasi collegati, tramite un sistema di canalette, alla sorgente di acqua calda sulfurea. Successivamente l’area fu destinata a pascolo e soggetta ad un lento ma continuo degrado: l’antica consuetudine di bagnarsi a scopo curativo nelle acque del Bulicame è rimasta inalterata fino ad oggi.
Dal riconoscimento del valore storico-culturale dell’area e dall’esigenza di sottrarla all’abbandono scaturì la volontà congiunta del Comune e dell’Università di istituire nella zona un Orto Botanico Universitario con serre, collezioni, aree di saggio per ricerche, studi e tesi di laurea con regolamentata apertura al pubblico ed un Parco, con accesso completamente libero e quindi utilizzabile in qualunque momento dalla popolazione. Dopo la firma della convenzione tra Comune di Viterbo ed Università, il Rettorato nominò una Commissione Istitutiva per l’Orto Botanico, che si preoccupò in particolare della preparazione di un progetto per la trasformazione della parte destinata ad Orto Botanico. Il progetto di sistemazione edilizia venne poi approvato dal Consiglio di Amministrazione dell’Università e dal Comune di Viterbo.
Attualmente, l’Orto Botanico di Viterbo, come Centro Interdipartimentale dell’Università della Tuscia (COB), riveste un ruolo fondamentale nella raccolta e diffusione delle conoscenze scientifiche: ad esso afferiscono il Dipartimento di Scienze Ambientali (DISA) della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, il Dipartimento di Agrobiologia ed Agrochimica (DABAC), il Dipartimento di Scienze dell’Ambiente Forestale e delle sue Risorse (DISAFRI), il Dipartimento di Produzione Vegetale (DIPROV) ed il Dipartimento di Protezione delle Piante (DIPROP) della Facoltà di Agraria. Ospita annualmente migliaia di studenti di ogni ordine e grado in visita alla struttura, svolgendo anche attività didattiche indirizzate in primo luogo agli studenti universitari: all’Orto Botanico, infatti, vengono svolte le esercitazioni per i vari corsi di Botanica e materie affini e negli ultimi anni sono state realizzate numerose tesi di Laurea e tirocini; collabora inoltre allo svolgimento di un Master di II Livello per “Curatore di Parchi, Giardini ed Orti Botanici”, di corsi di giardinaggio mediterraneo e corsi di formazione per disabili.
L’Orto Botanico dell’Università degli Studi della Tuscia è uno dei soci fondatori della Rete Italiana Banche del Germoplasma per la Conservazione ex situ della Flora Spontanea Italiana (RIBES) e ha aderito al Gruppo di Lavoro per gli Orti Botanici della Società Botanica Italiana: un piccolo ma qualificato gruppo di soci a vario titolo coinvolti nella gestione o nell’utilizzo di queste strutture a cui, ad oggi, fanno capo oltre 200 aderenti e più di 50 Orti Botanici universitari o di Enti Locali, Giardini Alpini, Orti Botanici Forestali ed Arboreti.